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La vita in un click

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L’avvento di Internet ha cambiato radicalmente la vita degli individui. Oggi possiamo parlare di una nuova "Era della Comunicazione", una vera e propria rivoluzione. Sempre più persone scelgono di iscriversi ad uno, o più, social network, psicologi e sociologi sono interessati a studiare il comportamento dell’uomo in un ambiente di interazione virtuale. Il ruolo dell’utente è maggiormente attivo nella Rete, è coinvolto in quanto individuo, con le sue emozioni. Nell'ambito dei social la persona da “spettatore” diventa “attore” e il grado di coinvolgimento cambia radicalmente. Il rapporto con il web si modifica, non si è online per reperire delle informazioni, piuttosto per interagire con gli altri utenti. Ed è proprio nell’interazione virtuale che tutto assume un aspetto seduttivo. In questa Era Digitale parliamo anche di Identità Digitale,  che non coinvolge una fetta ben designata di popolazione, al contrario non fa distinzione di età, di genere, di sco...

Attenti a quei “Like”!

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Premessa: cosa sono i “like”? Il “Like”, o “Mi piace”, è una funzione di Facebook, introdotta nell'aprile 2010, di grande popolarità e che è stata accolta dagli utenti con entusiasmo. È un modo per dare feedback positivi ai post degli amici, o connettersi con le cose che interessano.  Gli utenti possono cliccare "Like" su aggiornamenti di stato, commenti, foto e link inviati dai loro amici, così come pubblicità. Quando l'utente fa clic sul pulsante il contenuto appare ai propri contatti nella sezione Notizie. Con questo pulsante è possibile registrare la presenza sul sito e consente ai proprietari della pagina di vedere a quanti utenti, e a quali dei loro amici, piace la pagina. I social hanno la capacità di impossessarsi della vita di alcuni utenti, rendendoli schiavi di tutti i meccanismi connessi al loro funzionamento: postare foto, scrivere frasi, commenti e opinioni e aspettare con trepidazione i famosi “like”. Un “mi piace”, diventa per mol...

All'improvviso tutto è cambiato

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“ E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù ”   (Filippesi 1:6) Mi chiamo Naomi, ho 26 anni.   Voglio condividere la mia esperienza con il Signore. Sono nata in una famiglia cristiana. Ho sempre saputo quanto importante fosse vivere una vita che piacesse a Dio, ma, all'età di 15 anni, qualcosa è cambiato ed ho   iniziato ad allontanarmi da Dio e dalla mia chiesa di appartenenza. Sembrava che la vita avesse senso solo stando con gli amici e rincasando tardi. Avevo perso la bussola , la vera strada ed il mio rapporto con Dio. All'improvviso quando avevo 23 anni mi sono resa conto che stavo buttando la mia vita, avevo lasciato la scuola e gli amici a cui avevo dato tanto mi avevano abbandonata.   Mi sentivo tremendamente sola . Mi sono ricordata di quel Dio di cui la mia famiglia mi aveva tanto parlato e degli amici, veri, che avevo lasciato in chiesa.   Ho...

LA FORZA NELLA DEBOLEZZA

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Una cosa che amo tanto di Dio è il fatto che ha scelto per essere madri di nazioni, delle donne sterili: ad esempio Sara la moglie di Abramo, Rebecca la moglie di Isacco e Rachele la moglie di Giacobbe. Gesù non si vergognò di avere nella sua genealogia Raab che era una prostituta o Ruth una Moabita.  Scelse come re d’Israele Davide, un giovane pastorello, disse di lui che era “l’uomo secondo il cuore di Dio”, “il dolce cantore d’Israele”.  Dio rivelò a Samuele, il profeta che doveva ungere Davide, il Suo criterio di scelta, un meraviglioso tratto della sua personalità: “ il Signore non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore ”. (1Samuele 16:7) Vediamo il carattere di Dio all’opera quando scelse come suo discepolo Pietro, un semplice pescatore perché egli   ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; inoltre   Dio ha scelto le cose “pazze” del mondo per svergognare ...