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Alice e Pippo, due cuori speciali

Parte quarta: ritorno a casa Firenze era più vicina e il racconto di Enrico era terminato; non c’era più nulla da aggiungere e non c’era più nulla da sistemare. Enrico si sentiva svuotato, stanco, sporco, aggravato e senza più vitalità. Ora capiva meglio il suo rifiuto verso la piccola Alice Ma, non si era liberato di questi sentimenti di rifiuto verso quell’esserino, piuttosto, la cosa sembrava ancora più difficile e insopportabile. Si sentiva intrappolato e messo con le spalle al muro, incapace di cambiare le cose e incapace anche di ignorarle. Era sicuro che tutta la sua vita sarebbe crollata, compreso quel prezioso matrimonio, l’unica cosa bella che la vita gli avesse regalato, la sua Michaela. Tutto sarebbe finito. Lei aveva insistito a volere quella gravidanza nonostante sapesse della malattia del bambino. Enrico non si sentiva in grado di proseguire ignorando. Era arrivata la fine. E mentre constatava tutto ciò, il braccio del signor Pietro gli si poggiava sulle sp...

Alice e Pippo, due cuori speciali

Parte terza: "ricordi amari " “Io ho già sentito questa frase da qualche parte”, ripeteva Enrico tra sé. “Sono sicuro d’aver sentito questa frase: Gesù ti ama”, rimuginava, scavava, mentre il treno si rimise a correre. “Hai capito cosa ti ho detto prima, giovane Enrico?”, insistette subito il signor Pietro, non appena la tranquillità tornò nello scompartimento. “Sì, che Gesù mi ama?! Ma stavo considerando di aver sentito questa frase da qualche altra parte! Qualcun’altro me lo ha detto, ma non riesco a ricordare”, Enrico non riusciva a non pensare ad alta voce. Il significato di quella frase sembrava essere legata ad un ricordo, più che al suo significato. C’era dell’amaro dietro quel ricordo C’era qualcosa di talmente doloroso, che lo aveva indotto a dimenticare! “Deve essere stato quand’ero ragazzo”. Il signor Pietro non parlava, osservava Enrico impegnato a rovistare nella memoria. Aveva intuito il suo bisogno di parlare di sé e del suo passato. Ascoltava...

Alice e Pippo, due cuori speciali

Parte seconda: "la partenza"  Dal giorno in cui nacque Alice, tutto cambiò Enrico si concentrò sul lavoro e non portò neanche i dolci in ufficio, scusandosi d’essersene dimenticato. Non parlava mai della piccola Alice, come se non esistesse. “Ignorare ciò che fa male e che non puoi vincere!” così gli aveva insegnato la vita! Lui non aveva scelto quell’esserino, non poteva vincere affinché fosse diversa, allora meglio ignorarla, per non soffrire. Michaela, invece, era molto assorbita dalla piccola e, forse, era meglio così. Il modo per Enrico di tenersi lontano. Anche se, ogni tanto, si scopriva intento ad osservare Michaela mentre cullava e cantava delle dolci nenie alla piccola, che di tutta risposta afferrava il dito della mamma, senza avere l’intenzione di mollarlo! In viaggio verso Firenze Enrico stava seduto nello scompartimento del treno per Firenze, dove si stava dirigendo per un importante colloquio di lavoro. I sensi di colpa lo assalivano...

Alice e Pippo: "due cuori speciali"

Parte prima: "l'attesa" Non si accorse di aver appoggiato la fronte al vetro, finchè il freddo e i vapori del suo respiro non lo riportarono alla realtà! Già, la realtà! Enrico, si trovava in una sala d’attesa perché stava per diventare padre, e doveva aspettare. Aspettare che la sua Michaela desse alla luce quell’ esserino , tramite un cesareo complesso e urgente. Sperare che tutto andasse bene e che la sua amata non subisse alcun effetto negativo di questa gravidanza così difficile. Tutto ciò a causa di quell’esserino “ Non riesco proprio ad accettarlo” mormorava Enrico, riferendosi all’esserino . “ Non ci riesco davvero. Se mi porterai via anche Michaela… ”, continuava. “ Non voglio pensarci !”. Nella sua mente stava vivendo una vera e propria lotta. “ Ma è anche colpa tua, Michaela, testarda come sei! Potevamo averne di altri figli, noi ”. Una smorfia accompagnava i suoi pensieri cupi.   “ Se muore ci fa s...